

Quattordici.

1960-1976: dalla crisi del centrismo.
agli anni del centrosinistra.


147. Dalla enciclica Pacem in terris.

Da: Giovanni ventitreesimo, Pacem in terris, Edizioni Paoline,
Milano, 1963.

Uno dei temi affrontati nella enciclica Pacem in terris,
pubblicata da papa Giovanni ventitreesimo l'11 aprile 1963, 
quello del rapporto fra cattolici e non cattolici in campo
economico, politico e sociale. Le affermazioni del pontefice a
questo proposito (la distinzione fra l'errore e l'errante, il
riconoscimento dell'impegno positivo di partiti e movimenti pur
lontani dalla Chiesa, il non impedimento ad una collaborazione con
essi da parte dei cattolici) sono fra le pi originali di tutto il
documento; esse inoltre, se paragonate con l'atteggiamento di
condanna inappellabile e di netta chiusura fino ad allora tenuto
dalla Chiesa nei confronti delle false dottrine, assumono
addirittura un significato di portata rivoluzionaria. In Italia
l'orientamento della democrazia cristiana ad una collaborazione
con il partito socialista ne ricever un incoraggiamento.


82. Le linee dottrinali tracciate nel presente Documento
scaturiscono o sono suggerite da esigenze insite nella stessa
natura umana, e rientrano, per lo pi, nella sfera del diritto
naturale. Offrono quindi ai cattolici un vasto campo di incontri e
di intese tanto con i cristiani separati da questa Sede
Apostolica, quanto con esseri umani non illuminati dalla Fede in
Ges Cristo, nei quali per  presente la luce della ragione ed 
pure presente ed operante l'onest naturale. In tali rapporti i
Nostri figli siano vigilanti per essere sempre coerenti con se
stessi, per non venire mai a compromessi riguardo alla religione e
alla morale. Ma nello stesso tempo siano e si mostrino animati da
spirito di comprensione, disinteressati, e disposti ad operare
lealmente nell'attuazione di oggetti che siano di loro natura
buoni o riducibili al bene.
83. Non si dovr per mai confondere l'errore coll'errante, anche
quando trattasi di errore o di conoscenza inadeguata della verit
in campo morale-religioso. L'errante  sempre ed anzitutto un
essere umano e conserva, in ogni caso, la sua dignit di persona;
e va sempre considerato e trattato come si conviene a tanta
dignit. Inoltre in ogni essere umano non si spegne mai
l'esigenza, congenita alla sua natura, di spezzare gli schemi
dell'errore per aprirsi alla conoscenza della verit. E l'azione
di Dio in lui non viene mai meno. Per cui chi in un particolare
momento della sua vita non ha chiarezza di fede o aderisce ad
opinioni erronee, pu essere domani illuminato e credere alla
verit. Gli incontri e le intese, nei vari settori dell'ordine
temporale, fra credenti e quanti non credono o credono in modo non
adeguato, perch aderiscono ad errori, possono essere occasione
per scoprire la verit e per renderle omaggio.
84. Va altres tenuto presente che non si possono neppure
identificare false dottrine filosofiche sulla natura, l'origine e
il destino dell'universo e dell'uomo, con movimenti storici a
finalit economiche, sociali, culturali e politiche, anche se
questi movimenti sono stati originati da quelle dottrine e da esse
hanno tratto e traggono tuttora ispirazione. Giacch le dottrine,
una volta elaborate e definite, rimangono sempre le stesse; mentre
i movimenti suddetti, agendo sulle situazioni storiche
incessantemente evolventisi, non possono non subirne gli influssi
e quindi non possono non andare soggetti a mutamenti anche
profondi. Inoltre chi pu negare che in quei movimenti, nella
misura in cui sono conformi ai dettami della retta ragione e si
fanno interpreti delle giuste aspirazioni della persona umana, vi
siano elementi positivi e meritevoli di approvazione?.
85. Pertanto, pu verificarsi che un avvicinamento o un incontro
di ordine pratico, ieri ritenuto non opportuno e non fecondo, oggi
invece sia o lo possa divenire domani. Decidere se tale momento 
arrivato, come pure stabilire i modi e i gradi dell'eventuale
consonanza di attivit al raggiungimento di scopi economici,
sociali, culturali, politici, onesti e utili al vero bene della
Comunit, sono problemi che si possono risolvere soltanto con la
virt della prudenza, che  la guida delle virt che regolano la
vita morale, sia individuale che sociale. Perci, da parte dei
cattolici tale decisione spetta in primo luogo a coloro che vivono
od operano nei settori specifici della convivenza, in cui quei
problemi si pongono, sempre tuttavia in accordo con i principi del
diritto naturale, con la dottrina sociale della Chiesa e con le
direttive dell'autorit ecclesiastica. Non si deve, infatti,
dimenticare che compete alla Chiesa il diritto e il dovere non
solo di tutelare i principi dell'ordine etico e religioso, ma
anche di intervenire autoritativamente presso i suoi figli nella
sfera dell'ordine temporale, quando si tratta di giudicare
dell'applicazione di quei principi ai casi concreti.
